Giovedì 08 Ottobre 2026
Auto, la sfida globale: l'Europa affanna, la Cina mette il turbo
L’Europa, che tra deficit commerciale e crisi di domanda si affaccia a una svolta incerta, si trova contrapposta alla Cina che, con politiche protezionistiche e nuovi modelli di mobilità, afferma il suo predominio. Mentre Hyundai e Leapmotor spingono su tecnologie ibride, idrogeno e connettività avanzata, l’Europa resta divisa tra timori di dipendenza strategica e tentativi di protezionismo mascherato da regole e dazi. Le scelte strategiche sono chiare: investimenti forti nell’elettrico, ma con un’attenzione ancora troppo timida a sistemi alternativi come EREV e idrogeno, strumenti che potrebbero scongiurare il rischio di una transizione a due velocità. La contraddizione più evidente è tra la volontà dell’Europa di decarbonizzare e l’incapacità di affrontare le criticità di un mercato che, in Italia, vede le auto usate (anche più anziane) superare di gran lunga le nuove. La Cina, invece, dimostra di aver già imboccato la corsia preferenziale, con politiche di esportazione e protezione delle materie prime da manuale. Il vero campo di battaglia si giocherà sulla capacità di integrazione delle tecnologie e sulla determinazione a non perdere terreno. L’Europa deve decidere: continuare a rincorrere la corsa o mettere il turbo, rischiando di essere travolta. La strada è ancora lunga, ma il rischio di restare fermi è più alto di quanto si pensi: il cambio di marcia necessario non può più essere rinviato. Rimane da capire se sarà una svolta o un fallimento annunciato.