giovedì 19 febbraio 2026
Sovranità industriale o isolamento? La difficile partita dell'automotive globale
Il panorama automotive globale si sta configurando come un'arena competitiva dove le strategie divergono con imprevedibile intensità. Da un lato, l’Europa tenta di imporre regole di preferenza locale nell’IAA, puntando a difendere un modello industriale sui generis, più protezionistico e meno adattato alle sfide della globalizzazione. Dall’altro, la Cina e gli Stati Uniti accelerano con veicoli elettrici, nuove tecnologie e produzione di massa, portando avanti l’idea di un mercato senza frontiere, dominato dalla tecnologia e dalla scalabilità. L’Europa si affida ai criteri di contenuto locale e restrizioni commerciali, cavalcando un vento protezionista che rischia di soffocare le imprese. La tensione con Londra non è solo economica, ma segnala una battaglia ideologica sulla sovranità industriale, mentre la politica europea sembra ignorare che isolarsi equivale a rallentare l’innovazione. Nel frattempo, la Cina si prepara a produrre decine di migliaia di EV all’anno, definendo un progetto di industrializzazione e ricerca tecnologica di livello mondiale, smentendo le chiusure protezioniste europee. Il rischio è che il mondo si divida in due campi: uno di paesi che proteggono e regolamentano rigidamente, e uno che investe massicciamente nella tecnologia e nella scalabilità. La corsa al futuro sarà di chi saprà navigare tra le due velocità, senza perdere di vista la realtà: il vero cambio di marcia sarà dato dall’innovazione sostenibile e dalla capacità di adattare le politiche industriali alle sfide di una mobilità economica, libera e digitale. La domanda cruciale è: quali alleanze globali arriveranno prima alla meta?