martedì 03 febbraio 2026
Transizione a due velocità: la frammentazione del mercato globale
La transizione verso la nuova mobilità è arrivata a un punto di rottura. Da un lato, l’Europa cerca di rinnovare le proprie strategie: la revisione dei target emissione del 2035, che abbandona la frontiera del tutto elettrico, fa emergere un ambiguo tentativo di accontentare il pragmatismo dei consumatori senza perdere di vista la sostenibilità. La proposta della Commissione Europea rischia di mettere in discussione le certezze di una transizione già in frenata, con quote di mercato delle BEV che potrebbero crollare dall’oltre 100% previsto al 50-95%. In questo contesto l’evoluzione tecnologica si scontra con le politiche: tra limiti di autonomia, nuove regole di sicurezza in Cina e innovazioni come il reinserimento di sistemi di sblocco di emergenza alle portiere, si conferma che il futuro non ha ancora una rotta definita, né una leadership chiara. Nel contempo, gli Stati Uniti tentano di giocare una partita strategica: investimenti miliardari in riserve di minerali critici e la spinta verso una produzione e approvvigionamento autonoma sono la risposta per strapparsi dal monopolio cinese. La corsa ai veicoli elettrici si sviluppa su due fronti: da un lato, Tesla amplia la gamma con varianti più accessibili, dall’altro, la mossa di BYD nel mercato europeo dimostra che la Cina, pur sotto pressione, mantiene i propri interessi di dominio globale. Il confronto si impone: il campanello d’allarme di un’Europa che rallenta e mette in discussione i propri obiettivi si scontra con un mondo che reagisce, pur tra contraddizioni e mille incertezze. È una battaglia tra visioni, tra un mercato a due velocità e la spasmodica corsa verso una transizione che potrebbe diventare un paradosso: più tecnologia, meno chiarezza. A chi resterà il timone, in questo campo di battaglia globale?