giovedì 26 marzo 2026
Auto tra fughe in avanti e ritirate strategiche
Il panorama automobilistico globale delinea un mercato a due velocità, dove l’audacia tecnologica convive con netti ridimensionamenti strategici. Se da un lato l'Europa tenta di colmare il gap di tre anni con la Cina puntando sulla stabilità normativa del Green Deal forte di 8 milioni di veicoli elettrici circolanti, dall'altro assiste al tramonto di ambizioni che sembravano inarrestabili. La cancellazione del progetto Afeela da parte di Sony Honda Mobility segna la fine di un'epoca di sperimentazioni tra tech e auto, riportando i player a una ricerca di pragmatismo e solidità finanziaria. In questo scenario, la sopravvivenza non dipende più solo dai volumi, ma dalla capacità di presidiare le nuove frontiere della filiera. Mentre Škoda annuncia il ritiro dal mercato cinese, schiacciata dalla concorrenza locale e da una transizione elettrica troppo lenta, altri gruppi accelerano l'integrazione verticale. L'annuncio della Terafab di Elon Musk per la produzione interna di chip e il debutto delle batterie allo stato semi-solido di MG in Europa dimostrano che il controllo dell'hardware e delle materie prime critiche è l'unico vero "super-lever" per la leadership futura. La partita si gioca anche sulla capacità di adattamento regionale: se Hyundai lancia un’offensiva di 36 modelli in Nord America per rispondere alla redditività del mercato USA, l’Europa risponde con la nascita di Geely Tech Europe, che unisce le competenze svedesi e tedesche, e l'avvio della produzione di batterie a Martorell per Seat e Cupra, a conferma che la difesa dell'ingegneria continentale passa per una collaborazione profonda lungo tutta la catena del valore. In questa ricalibrazione tra il pragmatismo di chi taglia e l'innovazione di chi investe in autonomia strategica, vincerà chi saprà trasformare l'incertezza normativa in un vantaggio competitivo di lungo periodo.