lunedì 02 marzo 2026
Il paradosso elettrico: vendite record per la Cina, ma l'Occidente è fermo al 12%
Il settore automotive si ridisegna sotto la pressione di un mercato che corre, ma con il freno a mano tirato dall’incertezza politica e dai ritardi infrastrutturali. La corsa all’elettrico in Europa, con la quota di veicoli ricaricabili che si ferma al 12,8%, testimonia una transizione ancora fragile, rallentata dalle carenze della rete di ricarica e da un parco auto stagnante. In opposizione, la Cina continua a imporre il proprio ritmo, riducendo drasticamente il gap tra titani come BYD e i nuovi entranti di successo, mentre le esportazioni crescono del 50%, dimostrando che la competitività si gioca anche fuori dal mercato domestico. La smart strategy di Xpeng e i colpi aggressivi del gruppo Geely dimostrano che il gigante asiatico non si ferma, anche se il mercato interno registra un crollo, coerente con l’epoca del calo dei consumi e delle esenzioni fiscali. Dall’altro lato, l’Europa si affida ancora troppo alle promesse di innovazioni tecnologiche come le batterie allo stato solido o le AI di ultima generazione, senza risolvere i problemi strutturali di fondo. La vera sfida è tra chi oppone un modello di mobilità sostenibile a velocità ridotta e chi invece si prepara a cambiare le regole del gioco, con tecnologie rivoluzionarie e politiche di mercato più aggressive. La domanda rimane: il mercato europeo ha la stoffa per diventare protagonista di questa nuova corsa, o continuerà a inseguire a passo lento i colossi emergenti?