lunedì 23 marzo 2026
Dazi, software e nuovi mercati: la complessa ricalibrazione della mobilità
L'automotive vive una fase di profonda trasformazione, dove la spinta verso l’innovazione deve confrontarsi con un contesto geopolitico instabile e una necessaria ricalibrazione delle strategie industriali. Se da un lato l'industria europea trema sotto il peso di dazi statunitensi che nel 2025 hanno causato perdite superiori ai 6 miliardi di dollari, costringendo aziende come Volkswagen e Stellantis a rivedere i propri modelli di export, dall'altro l'America Latina emerge come il nuovo terreno di conquista per i player globali. L'investimento di BYD in Brasile e l'offensiva di XPeng in Messico dimostrano come il baricentro della mobilità elettrica si stia spostando verso mercati più ricettivi e strategicamente meno ostili. In questo scenario di incertezza, la parola d'ordine per i grandi player è "umiltà". Il cambio di rotta impresso da Blume con l'invito a "imparare dalla Cina" e dalla sua capacità di esecuzione tecnologica, segna il tramonto della sola superiorità ingegneristica europea a favore di un pragmatismo che mette al centro il software e la velocità di sviluppo. In questo rinascimento tecnologico, dove persino le competizioni sportive come la Formula E e i rally-raid diventano laboratori per motori da 600 kW e carburanti sostenibili, la capacità di adattarsi a standard internazionali e nuove alleanze sarà l'unico vero motore della competitività futura.