lunedì 16 marzo 2026
Auto occidentale verso l'eclissi, il futuro sarà della Cina?
Il mercato dell'auto globale si trova oggi su due altalene opposte, sospese tra un’Asia che accelera sulla scalabilità e un Occidente che arranca sotto il peso di costi insostenibili e crisi di fiducia. Il Global Automotive Consumer Study di Deloitte fotografa un’Italia emblematica: il 54% dei consumatori desidera l’elettrico, ma si scontra con la realtà di un caro vita che spinge le intenzioni d’acquisto verso i motori termici (+2%), percepiti come unico "rifugio" accessibile. Mentre i big europei e americani ridimensionano i piani EV per arginare perdite miliardarie, la Cina trasforma la sfida tecnologica in un’offensiva egemonica. Se da un lato Volkswagen tenta di resistere producendo in loco la ID. Unyx 08, dall'altro giganti come BYD si trovano ad esapndere il proprio raggio d'azione ben oltre la Cina, anche in tutto il Sud America. La strategia orientale è chiara: investire sulla capacità di produrre a prezzi che l'Europa può solo sognare. In Italia, infatti, il 62% degli acquirenti non può o non vuole spendere più di 30.000 euro, una soglia che oggi favorisce quasi esclusivamente i costruttori extra-europei. Le vecchie oligarchie industriali appaiono ostaggio di normative stringenti e infrastrutture carenti - il 54% degli italiani non ha accesso a ricariche domestiche - mentre l'industria europea cerca ossigeno in alleanze strategiche con i nuovi player. Non è più solo una sfida di ingegneria, ma una partita geopolitica e sociale. Il rischio è che la transizione ecologica si riveli un'illusione di abbattimento costi per l'Occidente e un'autostrada verso il dominio per l'Oriente.