giovedì 04 giugno 2026
Proteggere l’Europa o inseguire la corsa cinese?
Se da un lato l’Europa tenta di blindare i propri comparti strategici contro la competitività cinese, dall’altro la Cina accelera verso l’auto smart, elettrificata e con obiettivi di produzione e innovazione che paiono sventolare come bandiere delle proprie ambizioni geopolitiche. Bruxelles si prepara a introdurre misure protezionistiche più rigide, con tariffe e regole di diversificazione per limitare la dipendenza da Pechino, ma questa corsa al protezionismo rischia di ridurla a un gioco a somma zero dove gli investimenti, l’innovazione e la competitività si spezzano lungo il confine tra alleanze e restrizioni. Nel frattempo, i marchi cinesi conquistano i giovani, offrendo tecnologia e prezzo, minacciando il ruolo tradizionale dell’Europa come centro di innovazione. La loro strategia non è più quella low cost, ma fast forward nella qualità e nella rete di servizi post-vendita. La vera sfida futura sarà se il Vecchio Continente saprà riprendere il ritmo o si limiterà a difendersi, abdicando a un ruolo da protagonista globale. In questa partita, l’Europa rischia di perdere il treno della rivoluzione elettrica, lasciando il campo a un modello cinese che accelera, mentre la nostra industria si dibatte tra mura di protezione e crisi di innovazione. Il vero vincitore si deciderà su chi saprà meglio leggere il cambio di marcia globale: protezionismo, innovazione o entrambi? La prossima mossa, più che di politica, sarà di visione a lungo termine.