Giovedì 22 Ottobre 2026
Capitale, tecnologia e volumi, l’asse della mobilità si sposta a Oriente
L’industria automobilistica globale sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata da un netto divario tra la spinta innovativa asiatica e le difficoltà del sistema europeo. Mentre i costruttori cinesi come Chery, Leapmotor e il nuovo arrivato FAW espandono rapidamente la propria presenza europea (nonché globale) con un'offerta aggressiva, l'Europa fa i conti con un calo produttivo e la complessa gestione della transizione ecologica. In Germania giganti come Mercedes-Benz puntano sulla guida autonoma "point-to-point" di livello superiore come nuovo standard, mentre in Italia la filiera della componentistica registra un calo del 3% e il mercato mostra segnali di forte cautela. La corsa si fa sempre più serrata, e la domanda che si fa strada è se saranno ancora i modelli occidentali a dettare i tempi o sarà il gigante asiatico a scatenare un nuovo campo di battaglia. Tra normative comunitarie, dazi e la scalata tecnologica asiatica, il baricentro della mobilità si sposta sempre più verso oriente, mettendo alla prova la competitività e la capacità di tenuta dei tradizionali marchi occidentali. La corsa alla modernità rischia di essere vinta da chi ha la chiave del capitale e delle infrastrutture, non da chi si limita a raccontare di motori elettrici e policy green.