Venerdì 30 Ottobre 2026
Transizione elettrica e margini in affanno; due velocità, un solo mercato
Il comparto automotive globale si muove in due direzioni opposte. Da una parte, la guida autonoma di Toyota e Waymo annuncia l’avvio in Giappone di test cruciali per una mobilità rivoluzionaria, mentre in Cina Chery sfonda i confini con robotaxi e velivoli elettrici, spingendo la mobilità del futuro oltre il semplice veicolo. Dall’altra, il gigante Volkswagen inciampa in una crisi che evidenzia la fragilità del vecchio modello industriale europeo: margini crollati, vendite in calo, Cina in affanno e l’elettrico che pesa sui profitti. BMW cerca di restare a galla con le BEV in Europa e Usa, ma affonda invece in Cina, riflettendo una competizione globale dai ritmi schizofrenici. L’elettrico, celebrato come futuro inevitabile - come conferma la storica finale Car of the Year 2027 con modelli all BEV - oggi è ancora un peso per i conti, specie per le grandi produzioni. E in questo scenario, stabilimenti italiani come M.A.T. cercano di mantenere viva l’artigianalità in un mondo industriale in trasformazione radicale. La sfida è chiara: chi saprà trasformare rapidamente la tecnologia in profitto reale, adattandosi a un mercato spaccato tra volumi e lusso, Cina e Occidente, digitale e tradizione, vincerà. Lo scenario che si profila vede una nuova partita per il dominio industriale dove innovazione, capacità di integrazione e visione strategica saranno la vera chiave di volta.