mercoledì 25 febbraio 2026
Automotive, risiko globale che rischia di mettere all'angolo i colossi europei
L'industria automobilistica si trova in una stretta tra politiche protezioniste, innovazioni dirompenti e una competizione globale che divora le vecchie certezze. L'UE rimanda l’Industrial Accelerator Act, una mossa che rivela divisioni profonde tra gli Stati membri: da un lato, la necessità di difendere il Made in Europe per contrastare la Cina; dall’altro, il rischio di scoraggiare investimenti stranieri e innalzare i costi per i consumatori. La deriva protezionistica rischia di rinchiudere i produttori europei in un angolo, frustrando la spinta all’innovazione e alla competitività. Nel frattempo la Cina, col suo mercato in crisi per la prima volta in anni, taglia i margini dei dealer di lusso europei, mentre i marchi locali da BYD a VinFast, conquistano terreno. La strategia europea di privilegiare componenti locali si rivela, nel concreto, un’arma a doppio taglio: rafforza il nazionalismo industriale ma potrebbe ostacolare la crescita, se accompagnata da rigide clausole di contenuto. La battaglia si sposta anche tra i giganti: Volkswagen e Audi virano verso il declino, mentre marchi come Mercedes investono in nuove tecnologie e startup come Wayve portano avanti la loro rivoluzione guidata dall'AI. La corsa ai veicoli autonomi e alla sostenibilità si gioca qui, tra investimenti miliardari e rischi di auto senza più un baluardo. La domanda è: il modello europeo, ancora troppo ancorato a regole e protezioni, saprà adeguarsi a un mondo dove la tecnologia divora ogni limite? O il vero cambio di marcia sarà dettato dalla Cina, che si prepara a imporre il suo ritmo, spostando il baricentro di un settore in trasformazione? La vera sfida sarà convincere i player europei a non perdere di vista il volante mentre la strada si fa sempre più impervia.