Martedì 06 Ottobre 2026
Autonomia in bilico tra illusioni e realtà impressa
Il mercato automotive si trova a un bivio: da un lato, le aziende più strategiche cercano di smaltire stock e riorganizzarsi, come Lucid che taglia la produzione per non affogare nel proprio eccesso di inventario. Dall’altro, il mondo si mobilita freneticamente verso l’elettrificazione, ma si stringe sotto il peso di politiche frammentate e obiettivi ancora lontani dall'essere raggiunti. Negli USA le vendite tengono il passo sostenute da modelli a maggior reddito e flotte, mentre i big (GM, Ford e Stellantis) arrancano nelle transizioni di segmento. In Cina, BYD domina con ritmi record, e i marchi emergenti come Leapmotor spingono sulla crescita dei volumi con nuove offerte, rafforzando una posizione di leadership che l’Europa sogna, ma fatica ad afferrare. L'Europa, trainata dal boom di BEV sotto i 25.000 euro e dai target ambientali, si presenta come lo scenario di una battaglia in cui la politica fa da spartitraffico tra sostenibilità e desiderio di mercato. Ma il suo passo è ancora incerto, senza una visione di medio termine chiara. La tentazione di rincorrere la tecnologia senza una strategia condivisa rischia di lasciare l’industria costretta a rincorrere i concorrenti asiatici. Il futuro si disegna tra due velocità: da una parte i giganti asiatici che cavalcano la crescita globale e l’innovazione; dall’altra un occidente che, tra lotte politiche e incertezze di mercato, si muove a passi di lumaca. Chi si ferma rischia di rimanere al palo in un panorama dove l'auto non è più un mezzo, ma terreno di scontro tra innovazione, politica e mercato.