giovedì 12 febbraio 2026
Futuro dell’auto tra rinascite e doppie velocità
Il settore automotive offre uno scenario di colli di bottiglia e ripartenze. La strategia canadese di sostituire le quote di vendita EV con standard di efficienza e crediti commerciabili disegna un’industria in mutamento, più flessibile, meno rigida, ma di certo non meno ambiziosa. La corsa ai target di zero emissioni resta affine a una visione a due velocità: da un lato, l’Europa e gli USA si dibattono tra tagli di produzione e una domanda ancora debole, dall’altro la Cina accelera con standard nazionali e batterie a stato solido, consolidando la leadership energetica e tecnologica. La Cina, infatti, sta parametrando norme stringenti e definendo i confini di un mercato in espansione, mentre i giganti occidentali paiono più preoccupati di contenere i costi che di innovare realmente. La comparazione rivela un’Europa in stato di stallo, un mercato statunitense in fase di rilancio, e la Cina in corsa senza intoppi, spinta dall’intervento governativo e da una strategia di lungo termine. La vera sfida si giocherà sulla capacità di adattarsi a un campo di battaglia spalancato, dove chi investirà subito in tecnologia, standard e infrastrutture determinerà il ritmo di una transizione destinata a cambiare la mobilità. Colpi di scena possibili? L’incognita è una reazione globale alla crisi di mercato: uno scenario in cui la corsa si trasforma in una maratona, con la Cina sempre davanti, e l’Europa e gli USA a rincorrere, dividendosi tra aspettative e resistenze. La vera domanda è: chi avrà il coraggio di cambiare marcia?