mercoledì 15 luglio 2026
Automotive senza bussola tra annunci roboanti e mercato frenato
L'automotive viaggia a due velocità: da un lato, il crescendo di innovazioni tecnologiche e nuove strategie; dall’altro, le contraddizioni di un sistema diviso tra regolamentazioni e logiche di mercato che cambiano a singhiozzo. La scelta di Volkswagen di esportare in Asia Centrale i veicoli prodotti in Cina rivela un cambio di passo spesso non dichiarato: non basta più produrre dove si vende, bisogna esportare anche in territori emergenti o meno strategici. La Cina, da impero industriale, si trasforma in hub di tecnologia a costi competitivi, ma il suo modello di produzione si scontra con le difficoltà interne verso l’elettrico, come testimonia il crollo di JLR causato dalle lacune di gamma e dall’incapacità di adeguarsi ai nuovi gusti locali. Nel frattempo, il mercato europeo dei SUV cresce del 27%, trainato dai cinesi e da Tesla, che sfidano marchi storici. La gara internazionale si gioca tra innovazione e inefficienza, tra apertura alle nuove tecnologie e conservatorismo di modelli ormai obsoleti. Mentre le alleanze di aziende come Bosch, BMW e Toyota in Europa puntano su carburanti alternativi, nuove tecnologie di sicurezza avanzate cercano di democratizzare i veicoli autonomi. L’Europa si muove però ancora sotto la pressione dei target climatici, ma con scarso spirito di innovazione. La corsa globale si infiamma, arriverà al traguardo chi saèrà adottare il giusto passo: accelerare nella direzione giusta o rimanere imbottigliati in un mercato diviso tra annunci roboanti e realtà rallentate?