Venerdì 11 Settembre 2026
La trappola della transizione tra illusione europea e aggressività cinese
Il mercato auto si trova al centro di una corsa frenetica a due velocità: da un lato, la spinta tecnologica con innovazioni come le nuove piattaforme EV e sistemi di mobilità intelligenti, dall’altro il clamoroso crollo della domanda in Cina e i pesanti tagli di produzione in Europa. USA ed Europa sembrano non aver ancora scelto se puntare sul valore o sul ritorno rapido, mentre la Cina, pur dichiarando obiettivi ambiziosi - il 70% di NEV entro il 2030 - si confronta con un mercato che perde il 24% in agosto e si rifugia all’estero, amplificando la crisi globale di sovrapproduzione, con margini erosi da speculazioni e guerra dei prezzi. La rivoluzione cinese appare più un tentativo di sbarazzarsi di un "peso in eccesso" che un cambio di paradigma, mentre in Europa la strategia sembra limitarsi a interventi infrastrutturali e di management per risparmiare, ma non riformare profondamente modelli di mercato e produzione. La corsa globale alle zero emissioni si trasforma così in una battaglia tra la Cina, che brucia le tappe con campagne aggressive, e il Vecchio Continente che tenta di frenare la perdita di competitività con false promesse di sostenibilità e tecnologia. Chi si farà davvero carico di questa trasformazione? Rischiamo di assistere a un mercato a due tempi, con un'Europa che si modernizza solo sulla carta e una Cina col piede sull’acceleratore, pronta a dettare le regole di un'auto che potrebbe non essere più quella di prima, ma il simulacro di un modello ormai al capolinea. Perché il vero cambio di marcia sarà decidere chi avrà il coraggio di lasciarsi alle spalle le illusioni del passato e osare un nuovo inizio.