venerdì 17 aprile 2026
Auto, l’ultima sfida: cambiare marcia per non restare fermi
L'automotive si trova a un crocevia tra stagnazione e innovazione. Da una parte il focus sulle scelte strategiche di gruppi storici come Stellantis, che nel segno del ridimensionamento chiude un ciclo di produzione con l’addio a Poissy, investendo nella riconversione e nella circolarità. Dall’altro, Renault che punta sui mercati emergenti, con piani ambiziosi di riconversione del modello industriale e di internazionalizzazione, in particolare in India. La corsa verso l’elettrico non è un progresso condiviso: in Europa il settore si affanna tra policiy ambiziose e numeri che stentano a decollare, mentre in Cina, BYD e aziende locali mostrano la propria forza, pronte a esportare la tecnologia e i veicoli in modo più aggressivo. Il contesto mondiale si spacca, in una lotta a due velocità: Europa vittima di un clima di incertezza e di tagli di produzione, Cina con la sua politica di crescita rapida, controllo statale e produzione EV di massa. Se la corsa ai veicoli green si rivela un’illusione, il bivio rischia di diventare un muro. Il settore saprà trasformarsi, oppure si confinerà in uno sterile gioco di apparenze, tra vecchi vincoli e nuove promesse? La vera partita si gioca tra innovazioni tecnologiche, come la crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale, e politiche industriali spesso lontane dagli obiettivi futuri. La sfida non è solo cambiare tecnologie, ma marcia per non restare fermi in un mercato che corre verso il futuro, spesso senza chiarezza e coraggio.